giovedì 6 novembre 2008

Rotazione colturale

Un altro lavoro tipico dell'inverno e` la pianificazione delle colture per l'anno venturo. Seduti a tavolino si programma cosa coltivare, quando e dove piantare. Questo procedimento non va sottovalutato perche` riveste un'importanza fondamentale per il buon esito del nostro lavoro.

La prima cosa da fare, se non l'abbiamo gia` fatta, e` uno schema del nostro orto. In questo schema va segnalato cosa abbiamo piantato quest'anno, dove lo abbiamo seminato e in che periodo. Facendolo ogni anno abbiamo un archivio storico del nostro orto.

Adesso non ci resta altro che decidere le semine per l'anno prossimo. Andiamo con ordine. Io di solito faccio in questa maniera. Prima compilo una lista di tutte le verdure che voglio piantare. Poi si passa alla fase di pianificazione. Ovvero si valuta il periodo di semina quello di crescita, lo spazio necessario ad ogni coltura.

Un altro aspetto fondamentale e` la rotazione colturale. Continuare a seminare la stessa pianta nello stesso posto per anni e` un errore da evitare. Io prediligo la rotazione triennale. Il sito dove quest'anno ho piantato pomodori non li rivedra` piu` fino al 2011.

Questo perche` ogni coltura prende in maniera diversa risorse dal terreno. Inoltre i diversi apparati radicali succhiano risorse in strati diversi. La rotazione favorisce un pieno sfruttamento del terreno, e gli garantisce i giusti tempi di recupero.

Mai e dico mai, avvicendare coltivazioni di piante della stessa famiglia. Mai i peperoni dove prima hai piantato pomodori per esempio.

Un menzione a parte meritano i legumi. Queste piante sono azotofissatrici, sono cioe` in grado di trasformare l'azoto molecolare (N2) in azoto ammonico (NH3). Senza voler scendere in particolari troppo complicati, basta sapere che questo e` "bene" per il nostro terreno.

Tutto questo programma puo`, e di solito viene stravolto, strada facendo. Il contadino propone e la natura dispone. Ma certamente avere gia` da ora le idee chiare aiuta a non perdere tempo e a non sprecare spazio durante la frenetica stagione verde.


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2 commenti:

Stefano ha detto...

Complimenti, traspare la passione!
Ai fagioli è un'ottima pratica far seguire le patate (se le coltivi), che sfruttano l'azoto lasciato dalle radici del fagiolo.

TroppoBarba ha detto...

Grazie.

Certo che le coltivo leggi qua:

http://ortofrutta-dal-campo.blogspot.com/search/label/Patata

Ciao

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