domenica 22 novembre 2009

Vale la pena dimenticarsi


Erano li abbandonate in un angolo dell'orto. Non ci pensavo piu` da parecchio tempo. Era l'ultimo quadrato seminato a carote. Avevo gia` fatto un po' di selezione e tolto le migliori. Poi mi ero detto, alla prima occasione sistemo. Le carote rimaste erano piccole e brutte.

Sono passati i giorni, e le settimane. Ieri una talpa intenta nel suo lavoro di scavo a portato alla luce una carota. Con mia grande sorpresa si trattava di un superbo esemplare di questo ortaggio.

Ho portato alla luce tutte le carote superstiti. Tutte belle e sane, di un acceso arancione. La talpa tanto disprezzata per una volta mi e` stata di aiuto. La pigrizia sempre denigrata da tutti, mi ha dato un raccolto inaspettato. Per festeggiare non mi resta che passare una domenica in completo ozio. :-)


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lunedì 16 novembre 2009

Si finisce



Non avrei mai creduto di finire cosi` in fretta. Ho cominciato sabato la potatura dei kiwi, e dopo la pausa domenicale, ecco che oggi ho terminato tutto il lavoro. Vediamo di scrivere ancora qualche delirante ipotesi di potatura.

Sono poche ma essenziale le cose da tenere presente nella potatura del kiwi. I kiwi hanno uno sviluppo mostruoso, con un marasma di nuovi getti. I kiwi fruttificano sui rami di un anno. I kiwi fruttificano a partire dalla x gemma.

Cosa e` la gemma x? Solo la mia ignoranza. Ogni persona interpellata ha la sua gemma fruttifera. C'e` chi giura che sono le prime sei, altri dicono dopo la sesta. E via cosi` come fosse un estrazione del lotto. Puntualmente ogni anno mi dimentico di fare questa benedetta verifica.

Basterebbe guardare dove la pianta fruttifica. Faccio solenne giuramento che l'anno prossimo prendo scrupolosi appunti sulla fruttificazione del kiwi. La potatura non e` un processo finito nel tempo. Il gesto del tagliare e` solo l'apice di tutto il procedimento.

La potatura dura tutto l'anno. Comincia con l'osservazione. Ci si siede davanti alla pianta e la si guarda. Si cerca di capire. Piu` cose vediamo e capiamo della nostra pianta, piu` sara` efficace la potatura.



Il kiwi necessita di una potatura drastica. Soprattuto i rami vecchi, e quelli troppo in alto. Cercare di mantenere la pianta entro certi binari e` un presupposto essenziale. Altrimenti dovrete chiamare i pompieri per raccogliere i kiwi.

Mantenere un certo ordine per questa volta e` lecito.


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sabato 14 novembre 2009

Si comincia


Iniziano i lavori dell'inverno. Oggi ho cominciato a dare la prima botta ai kiwi. Ovvero la potatura delle piante. Prima fase: defogliazione. Il bel tempo che si e` protratto a lungo, e un leggero anticipo nell'inizio dei lavori, hanno fatto si che ci fossero ancora le foglie sui kiwi.

Solo con i rami e bel grattacapo trovare il bandalo della matassa, se poi ci sono anche le foglie diventa delirante. Ho quindi optato per una rimozione manuale delle stesse. Cosi` da avere uno scheletro grossomodo nudo da poter esaminare.

Facendo cio` mi sono attirato le strameledizioni degli dei. Essendo questa una delle tre azioni inutili da non fare mai. Per chi fosse interessato le altre due sono: scuotere le piante di noci per farle cadere a terra, e uccidere le persone. Lascio al lettore l'arduo compito di capire il motivo di questi tre divieti.

Dopo di che sono passato alla prima sgrossatura. Che ho dovuto interrompere per il sopraggiungere dell'oscurita`. Ci sono piu` scuole di pensiero sulla potatura del kiwi che stelle nel cielo. Come vado dicendo ormai da anni, non esiste la potatura giusta.

Se la pianta fruttifica e non muore, allora va bene, nonostante tutti gli insulti presi dai guru della potatura. Di norma questo lo si vede l'anno successivo, quindi resta un buon margine ai suddetti guru per sparlare del vostro lavoro.

Kiwi, actinidia, yang-ta. Molti nomi per una pianta splendida. Ci sono un paio di cose da capire prima di iniziare la potatura. Prima di tutto va detto che il kiwi fruttifica sui rami di un anno, un po' come la vite. Quindi si puo` cominciare con l'eliminare tutti i rami vecchi di due anni che non daranno piu` frutti.

To be continued...


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giovedì 12 novembre 2009

Leggere


L'unico aspetto positivo dell'inverno e` che si ha piu` tempo per leggere. Quando cala la tenebra, ormai gia` alle cinque, niente e` piu` piacevole che seppellirsi sotto un cumulo di coperte con un buon libro.

Leggere e` di fondamentale importanza per l'ortolano. Per lavorare nell'orto occorre una menta dinamica ed elastica. Il cervello va tenuto sempre in esercizio. Zappare con forza non e` l'unica cosa che conta.

Non importa se il libro che avete scelto parla di orticoltura, ma se volete avere uno splendido orto dovete leggere con costanza. Se poi il volume e` incentrato sulle tematiche dell'orto ancora meglio.

Vi voglio segnalare questo, a mio giudizio, fantastico libro. Lo sto leggendo in questi giorni. Non e` un manuale pedante, piuttosto un pacato e amorevole racconto di vita vissuta. Vissuta negli orti e nei giardini.

Il vero giardiniere non si arrende. Cronache di ordinaria pazienza.

di Pejrone Paolo



Normalmente non mi interessano i giardini e i fiori. Amo solo le piante che danno frutto. Anche se molti fiori si possono mangiare, e pare che stia diventando sempre piu` di moda, io preferisco restare sul classico. Almeno in questo ambito.

Non riesco a ricordare dove ho preso la dritta per questo libro. Sono sicuro che si tratta di un blog, ma non ricordo quale. L'appunto l'ho preso il 22 di ottobre. Ho cercato di risalire alla fonte inutilmente. Se il titolare della segnalazione si fa vivo, saro` lieto di tributagli il giusto riconoscimento.

Intanto, come capita spesso, nel cercare una cosa ne ho trovata un altra. Ho scoperto che questo e` il secondo libro di Pejrone che tratti di orti e giardini. Erbaviola fa una splendida recensione a questo link.


Dalla teoria alla pratica. Non mi sono arreso. Ecco un altro cavolfiore. Insperato, e forse per questo ancora piu` amato.



Buona lettura


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sabato 7 novembre 2009

Pazienza


Non ci speravo quasi piu` ormai. Invece ecco il primo raccolto di cavoletti di bruxelles. Non saranno tanti, non saranno belli ma saranno mangiati con gusto dal sottoscritto. Li ho raccolti sotto una pioggia che non da' tregua.


Ultimi tre cachi rimasti su un totale di sette. Annata magra. Non sono ancora perfettamente maturi, ma visto il tempo che gira ho pensato fosse meglio toglierli. Continueranno a maturare sicuri e al caldo dentro casa.

Piccola riflessione di novembre. A volte penso che si abbia troppo fretta di togliere le colture improduttive. Io non avrei messo un euro sulle mie piante di cavoletti. Eppure oggi hanno dato frutto. La frenesia sta entrando nei nostri orti. Produci? Ti lascio al tuo posto. Smetti di produrre? Ti tolgo il giorno stesso.

Ho potuto cogliere le zucchine fino a novembre per il semplice, e non scontato, fatto che avevo lasciato le piante a dimora. Abbiate un po' piu` di pazienza con le vostre colture. La fiducia viene sempre ripagata. Non sono distributori automatici, ma creature viventi. Se penso alle piante e agli alberi nel campo, non posso fare a meno di pensarli come amici.


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