lunedì 15 marzo 2010

Matematicamente


Come promesso oggi giornata di semine. Diamo i numeri:

9 x 10 = 90 Cipolle

8 x 4 = 36 Scalogno

9 x 6 = 54 Aglio

9 m Piselli

Numericamente simile all'anno passato. Ho ridotto un po' l'aglio perche` me ne e` avanzato tanto. Ne ho consumato meno per la gioia di parenti e amici. Il resto praticamente invariato.

Prima di seminare breve controllo al terreno per verificare se fosse abbastanza asciutto. Verifica situazione meteo della settimana. Sole fino a venerdi` poi piogge di debole intensita` sabato e domenica. Ottimo.

Il terreno e` risultato abbastanza asciutto per la semina. Dopo un abile colpo di motozappa sono passato all'azione. Ho cominciato con la cipolla. Per fare le file dritte mi aiuto con un vecchio e ormai collaudato asse di legno. Lo spazio fra le file e` un po' piu` di una barbaSpanna. Lo spazio fra le cipolle della fila e` una barbaSpanna esatta.

Ora voi vi chiederete ma quanti centimetri sono una barbaSpanna? Dipende. Dal clima, dal TroppoBarba e da altri fattori. Se ad esempio fa molto freddo non riesco ad allungare del tutto le dita e la barbaSpanna di accorcia. Diciamo che oggi era circa ventidue centimetri.

Stesse misure per lo scalogno e per l'aglio. In verita` lo scalogno va tenuto piu` largo. Infatti nella fila ne ho messo otto invece che nove. Sempre usando l'infallibile metodo spannometrico. L'orticoltura non e` meccanica di precisione o architettura. Basta che ci sia un po' di proporzione, non conta fare le cose precise al centimetro.

Cipolle aglio e scalogno vanno piantati a due tre centimetri di profondita`, non di piu`. Avendo particolare cura di seminarli nel giusto senso. Radici sotto e apice vegetativo sopra. Se si mettono a gambe all'aria le piante crescono comunque, ma ci mettono molto di piu` a spuntare perche` devono letteralmente fare il giro.

L'aglio dovrebbe essere il primo a spuntare. Generalmente in sette giorni l'aglio nasce. Poi seguono a ruota cipolla e scalogno. Il terreno che comunque era leggermente umido dovrebbe dare un ottimo aiuto alla germinazione. Sperando che le gelate siano cosa passata.

I piselli li ho messi in una fila lineare di nove metri. Anche quelli non vanno messi troppo in profondita`. Poi quando la pianta sara` cresciuta se necessario se rincalza un po' il terreno.

Le cipolle e i piselli sono molto ambite dagli amici coniglietti selvatici che bazzicano nei pressi del campo. A breve devo preparare una rete di protezione.


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domenica 14 marzo 2010

Timidi segnali


Le prime semine del duemila dieci hanno dato i primi frutti. L'insalata e gli spinaci che ho seminato il 27 febbraio sono spuntati. Era ora, da tempo aspettavo un qualunque tipo si segnale che mi dicesse "ok la stagione e` cominciata".

Il tessuto non tessuto ha fatto il miracolo. Adesso in barba a tutti i moniti di prudenza comincio con l'orgia delle semine. Compatibilmente con la disponibilita` di tempo e voglia semino tutto quello che mi capita fra le mani. Da domani lascio libera di sfogarsi la scimmia delle semine.

Semino semino semino...


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mercoledì 10 marzo 2010

God save the Barba


Mi si spezza il cuore nel vedere i miei poveri alberi da frutto coperti di neve. Le loro piccole gemme ormai pronte a dare foglie e fiori, schiacciate dalla terribile coltre bianca.

Quello nella foto e` il ciliegio che ho messo a dimora con le mie mani. Ma sono le pesche quello che mi danno piu` pensieri. Con un inizio anno cosi` terribile non sarei stupito di avere qualche lutto.

Le previsioni a lungo termine non sono incoraggianti. Nel fine settimana dovrebbe esserci un miglioramento. Ma per tutto il mese di marzo andra` avanti l'alternanza fra bello e brutto tempo.

Per le semine e per le piante da frutto l'ipotesi peggiore. Semini, la verdura spunta e poi arriva una settimana di freddo. Unica soluzione tenere il tessuto non tessuto a portata di mano.

Le uniche semine del duemila dieci, insalata e spinaci, non danno ancora segni. Per gli spinaci c'e` ancora qualche possibilita`, l'insalata la do' quasi per spacciata.

Non ho ancora le api qui con me. Ma nella mia mente c'e` gia` un angolo con l'insegna apicoltura. Quasi scontato dirlo ma questo tempo non aiuta le api. Sono appena uscite dall'inverno, la regina comincia a deporre le uova. Ci vuole polline per le larve. Ci vuole bel tempo per raccoglierlo. Anche per le api una partenza in salita.

Sento che le forze mi stanno abbandonando... sole dove sei?


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lunedì 8 marzo 2010

Resistere resistere resistere

Freddo ghiaccio e neve. Ecco le previsioni per questa settimana. Non resta che pazientare fino alla prossima. Il tempo dovrebbe allora migliorare. Soprattuto le temperature minime dovrebbero alzarsi di parecchio.

La scimmia della semina, che abita sulla spalla di ogni ortolano, mi urla costantemente all'orecchio "SEMINA SEMINA SEMINA". Ma io mi dico "resistere resistere resistere". Ancora pochi giorni e si potra` cominciare la stagione in pompa magna.

Riuscira` il TroppoBarba a non cedere alla tentazione di seminare?


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venerdì 5 marzo 2010

Apimell

Mattinata passata ad apimell, mostra mercato nazionale di apicoltura. Oggi giorno feriale i visitatori erano in grande maggioranza apicoltori professionisti.

Comincio a credere che esista una connessione fra apicoltori e uomini con la barba. Conoscete un apicolture? Ha la barba? Se fosse scientificamente provato questo fatto mi avvantaggierebbe parecchio.

Nonostante il venerdi` c'era una ressa inimmaginabile. E davvero insostenibile per me che sono abituato a passare le mie ore in solitaria nel campo.

Finalmente ho potuto mettere le mani su tutti quei materiali che fino ad ora avevo visto o in foto o da lontano. Dopo un primo giro di perlustrazione e nonostante la drammatica sindrome del "arms too short" ( ATS d'ora in poi ) ho fatto i miei primi acquisti.

Maschera, guanti, affumicatore, leva. Fin qui anche se a fatica tutto bene. Arrivati al capitolo arnie la ATS si e` manifestata in tutta la sua virulenza. Dopo anni in cui convivo con la ATS so che bisogna dare un colpo deciso. Come quando si toglie un cerotto. Dolore acuto per una frazione di secondo e poi passa tutto.

Un altro tassello e` stato messo al suo posto. Adesso non mi resta che continuare a studiare l'argomento e aspettare la fine di aprile per la consegna degli sciami. Come ogni apicolture che si rispetti non posso finire senza menzionare almeno una volta la varroa. Un vero chiodo fisso per tutto il settore.

A presto una mia foto travestito da apicolture...


(Un saluto particolare a quelli di Birlad)


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giovedì 4 marzo 2010

Neve al nord


Le previsioni non sono buone. Domenica e` prevista una nevicata. Niente di eccezionale al massimo un centimetro di neve. Oggi e` solo giovedi` e le previsioni possono ancora cambiare prima di domenica.

Quello che non puo` cambiare e` l'indicazione di un brusco calo delle temperature. Anche se non si dovessero raggiungere le temperature da neve, comunque ci sara` un calo di almeno dieci gradi.

Questo e` male. Siamo all'inizio della ripresa vegetativa delle piante. Abbiamo appena cominciato con le semine. Questo e` colpo basso. Avendo seminato solo insalata e spinaci non mi preoccupo piu` di tanto.

Solo che questo nuovo intoppo meteo ritardera` ulteriormente una stagione che e` gia` in ritardo. E cosa ancora peggiore e` un brutto colpo per le piante da frutto.

Specialmente le pesche, che soffrono particolarmente il freddo. Quest'anno me ne sono morte due. Non vorrei dover ripetere ancora il triste rito dell'estirpazione di un amica.

L'anno scorso di questo periodo avevo gia` visto spuntare le cipolle. Quest'anno non ho ancora preparato il terreno dove seminarle. Resta il fatto che nonostante tutto continuo ad odiare la neve. Voglio un po' di caldo che mi asciughi le ossa.

Piu` di tutto mi spaventa quel meno cinque di minima previsto per sabato... nel frattempo mentre scrivo continua a piovere :'(


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mercoledì 3 marzo 2010

Quel fricchettone del fuco


Se dico api la maggior parte delle persone pensa alle operaie e alla regina. Le infaticabili lavoratrici del nettare con la loro affascinante sovrana.

In realta` la regina ha ben poco potere all'interno dell'alveare. Ma questa e` un altra storia. Stasera vorrei parlare di un individuo troppo spesso messo ai margini.

Il maschio dell'ape, contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettati non si chiama apo ma bensi` fuco. Gia` il nome lo determina come qualcosa che si scosta molto dalle produttive api.

Il fuco non conosce l'inverno. Le operaie lo allevano a primavera e lo sopprimono in autunno. Il fuco nasce pacifista, porta questa sua scelta scritta nel DNA, non ha pungiglione.

Non lavora, per nutrirsi dipende totalmente dalle operaie. Unico suo fondamentale compito e` ingravidare la regina. Meglio se piu` di una. La sua natura pacifista e` un lascia passare per qualsiasi alveare voglia visitare.

Contrariamente alle api che non potrebbero mai entrare in un altro alveare. Le guardiane le scaccerebbero. Passa la sua vita nell'ozio. Nutrito e riverito dalle operaie, aspettando il momento della copula.

Le api operaie hanno tutto il tempo per far montare la loro rabbia nei confronti di questo simpatico bonaccione. L'operaia si spacca la schiena tutto il giorno per mandare avanti l'alveare, e vede il fuco che passa le sue giornata a rimpinzarsi di miele correndo dietro alla prima regina che passa.

Giunti alle porte della cattiva stagione, quando ormai i giochi sono fatti. Le operaie possono sfogare tutta la loro frustrazione sul fuco. Che non viene pietosamente ucciso in modo rapido. Esso viene scacciato da tutti gli alveari dove prima era accolto e nutrito. Solo col freddo alle porte non puo` far altro che morire di stenti.

Sara` la sua indole pacifista e festaiola ma non posso far altro che provare un sincero moto di simpatia per quel fricchettone del fuco.


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